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La storia di Duilio

La storia di Duilio

Sono nato nei primi anni ’80. Da bambino passavo ore a costruire piste improvvisate: macchinine, radiocomandi e go-kart a spinta in stile soapbox, come nelle gare Red Bull di oggi, fatti in casa. Oggi li chiameremmo progetti da maker. All’epoca era semplicemente il mio modo di giocare.

Ho studiato meccanica. Da molti anni lavoro come progettista per una grande azienda. Non mia.

Ma fuori dal lavoro sono sempre rimasto un maker. È in questo spazio che nasce Duilio.

Duilio fa parte di un progetto più ampio di guida remota. L’idea era permettere a una persona che non può uscire di casa da molti anni di controllare una macchina reale a distanza, dal proprio PC, come se fosse lì.

Una delle prime applicazioni è stata tagliare l’erba del mio giardino da remoto. Una macchina vera, con motori veri e problemi reali.

Durante lo sviluppo mi sono scontrato sempre con lo stesso limite: i motori c’erano, i driver funzionavano, ma la parte più fragile era sempre la stessa — la logica di movimento.

Non tanto per quello che faceva, ma per come cambiava ogni volta.

A ogni driver diverso, a ogni controller diverso, cambiava il modo di programmare. Le soluzioni diventavano rapidamente obsolete, le dev board sempre meno compatibili tra loro.

E immancabilmente compariva qualche dettaglio a rovinare tutto: piccoli disturbi elettrici, componenti aggiuntivi da inserire al volo, software da adattare o riscrivere ogni volta.

Rampe, limiti, coordinamento, gestione degli errori. Ogni progetto ripartiva quasi da zero.

A un certo punto ho deciso di fare una cosa semplice: progettare una scheda come si deve per comandare i motori.

Non per un prototipo veloce. Ma per una macchina reale.

Quella scheda è venuta meglio del previsto. Ed è lì che nasce Duilio.

Oggi Duilio è una base solida per il motion control: un sistema pensato per aggiungere sicurezza, coordinamento e ripetibilità sopra driver esterni, senza dover reinventare tutto ogni volta.

Se stai costruendo una macchina reale, Duilio nasce esattamente dallo stesso tipo di problema.

— Fabio Giuliodori